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SETTEMBRE 2005

Dal 15 al 17 settembre 2005 Congresso Internazionale di Oculistica a Milano

Raggi ultravioletti per irrobustire la cornea

Applicata per la prima volta in Italia in Humanitas e presso l'ospedale di Siena una nuova terapia che rinforza la struttura corneale e consente di curare in modo non invasivo gravi patologie come il cheratocono. Allo studio anche uno screening genetico per individuare i soggetti a rischio. Tra le novità della sesta edizione di Refractive on-line lenti colorate per la cataratta.

Il principio è lo stesso che viene applicato in ambito automobilistico per irrubustire la carrozzeria e in ambito dentistico per rendere più solide le otturazioni. Oggi i raggi ultravioletti trovano efficace utilizzo anche in oculistica, grazie ad apparecchiature speciali, per rinforzare la cornea malata evitando trattamenti più invasivi come il trapianto.
La prima applicazione di questo principio in Italia, è rappresentata dal cross-linking corneale, tecnica innovativa e non invasiva per la cura del cheratocono. Insieme alle lenti intraoculari colorate e multifocali per la cataratta, è una delle principali novità che saranno presentate nel corso di Refr@ctive.online (www.refractiveonline.it), il Congresso Internazionale di Oculistica in programma dal 15 al 17 settembre 2005 a Milano. L'appuntamento scientifico, giunto alla sesta edizione, è organizzato dal dott. Paolo Vinciguerra, responsabile dell'Unità Operativa di Oculistica di Humanitas, e si terrà a Milano presso il Milan Mariott Hotel di via Washington 66.

La prima terapia non invasiva per il cheratocono
Il cross-linking corneale trova oggi la sua principale applicazione nella cura del cheratocono, la patologia oculare che colpisce ogni anno 50 persone ogni 100.000. Il cheratocono è una malattia legata ad una debolezza strutturale della cornea che progressivamente tende a sfiancarsi, estroflettersi ed assottigliarsi all'apice assumendo la forma di un cono. Ha origini genetiche, solitamente si manifesta in pazienti giovani fra i 20 e 30 anni, ha un'evoluzione soggettiva, e determina all'inizio un peggioramento della qualità visiva, negli stadi più avanzati opacizzazione e in alcuni casi anche la perforazione della cornea.
L'ospedale di Siena e Humanitas sono i primi centri italiani a curare il cheratocono con una nuova tecnica messa a punto in Germania: la terapia di cross-linking corneale, basata sull'utilizzo di raggi ultravioletti, che permette di arrestare l'evoluzione del cheratocono evitando il trapianto.
Fino ad oggi la correzione di questo grave difetto refrattivo era affidata ad occhiali speciali o lenti a contatto, quindi al trapianto in caso di evidente deformazione della cornea.
Il cross-linking corneale è assolutamente indolore e viene effettuato in Day-Hospital - spiega il dottor Paolo Vinciguerra, responsabile dell'Unità Operativa di Oculistica di Humanitas che insieme al dott. Pietro Rosetta sta applicando questa tecnica -. Sulla superficie della cornea viene instillata una sostanza fotosensibile che, illuminata dai raggi UV, genera l'avvicinamento delle lamelle corneali (gli strati che compongono la superficie della cornea) solo dove necessario, senza danneggiare le cellule circostanti della retina. Gli effetti del trattamento hanno una durata di 4-5 anni, dopodiché può essere necessario ripetere l'intervento. Si tratta di un grande passo in avanti della medicina italiana che oggi può mettere a disposizione di molti giovani pazienti che rischiano la cecità una tipologia di cura efficace e non invasiva. Il passo successivo sarà quello di lavorare su strumenti innovativi, come ad esempio il sistema Scheimpflug, in grado di diagnosticare precocemente il cheratocono ed individuare soggetti a rischio anche grazie campagne di screening mirate.

Lenti colorate e multifocali per la cataratta
Humanitas è il primo ospedale italiano ad utilizzare lenti intraoculari di ultima generazione per la cataratta, del tutto simili al cristallino naturale per colore, morfologia e caratteristiche ottiche.
Si tratta di lenti colorate, di un giallo paglierino: a differenza di quelle comuni (trasparenti), proprio come il cristallino hanno la capacità di filtrare i raggi solari ultravioletti che a lungo andare danneggiano la retina. Inoltre come il cristallino hanno forma asferica, ossia più curva nel centro e più piatta ai bordi. Mentre le lenti sferiche utlizzate fino ad oggi consentono una buona visione centrale e in condizioni di molta luce, ma meno in periferia e con poca luce, queste nuove lenti adattandosi alla forma naturale della cornea permettono una visione migliore, in qualsiasi situazione.
E non è tutto. Queste lenti possono infatti essere anche multifocali, ossia in grado di emulare la capacità del cristallino naturale di mettere a fuoco sia da lontano che da vicino, permettendo una buona visione in ogni condizione.
Da qui - spiega il dott. Vinciguerra - l'origine dell'orientamento moderno degli specialisti nei confronti della cataratta: meglio intervenire il prima possibile. Non conviene più aspettare che la visione sia quasi del tutto compromessa, come un tempo, perché le nuove tecniche consentono un recupero della vista completo.

Ufficio Stampa Istituto Clinico Humanitas
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Scheda di approfondimento

Un'innovativa cura per il cheratocono: la terapia fotodinamica corneale
L'intervento di fotodinamica corneale permette di rinforzare la struttura della cornea affetta da cheratocono attraverso l'intreccio e l'aumento dei legami tra le fibre del collagene corneale (cross-linking). Dai primi studi condotti, questa tecnica si è dimostrata in grado di rallentare un ulteriore sfiancamento della cornea affetta da cheratocono progressivo.
Prevede l'instillazione di vitamina B2 o riboflavina in collirio nella cornea, che viene poi sottoposta ad una irradiazione a basso dosaggio con raggi ultravioletti di tipo A (uva). Nel corso dei 30 minuti di irradiazione, l'applicazione della riboflavina viene ripetuta ogni 5 minuti. Grazie all'azione aggregante' della vitamina b2 l'irradiazione con i raggi uva porta all'intreccio e al rinforzo degli strati superficiali ed intermedi della cornea, che diventa così più resistente. In un certo numero di casi, oltre a bloccare - e in quialche caso migliorare -lo sfiancamento corneale caratteristico del cheratocono, tale trattamento si è dimostrato utile nel ridurre l'astigmatismo.
Al termine dell'esposizione ai raggi uva l'occhio viene medicato con colliri o pomate antibiotiche e chiuso per qualche giorno (3-4 in media) con una benda o una lente a contatto terapeutica, in modo da consentire la riformazione dell'epitelio. Al di là un edema corneale temporaneo e del rischio di una riepitelizzazione ritardata, dovuta alla variabilità biologica individuale di ciascun individuo, fino ad ora nei pazienti trattati con questa tecnica non si sono verificati effetti collaterali (quali formazione di cicatrici, cataratta, danno delle cellule endoteliali o della retina).

Laser e cellule staminali ed EPILASIK un anno dopo.
Dopo un anno di utilizzo di tecniche innovative quali Epilasik per la cura dei difetti di refrazione e la chirurgia laserterapeutica combinata all'impianto di cellule staminali come alternativa al trapianto di cornea, i risultati sono molto promettenti.

La metodica che combina l'impianto di cellule staminali omologhe (per la rigenerazione del tessuto) con la chirurgia laserterapeutica (PTK) per levigare la superficie della cornea è stata messa punto in Humanitas dall'équipe del dott. Vinciguerra, in collaborazione con la Banca delle Cornee di Mestre (dott. Diego Ponzin e dott.ssa Graziella Pellegrini). Obiettivo della metodica, offrire ai chirurghi una valida alternativa al trapianto in casi selezionati o una possibilità di intervento quando il trapianto non è possibile. L'utilizzo di cellule staminali prelevate dallo stesso paziente evita i rischi legati all'immunosoppressione e al possibile rigetto. Le tecniche combinate di rigenerazione (staminali) e rimodellamento (laser) del tessuto permettono inoltre di ottenere risultati complessivamente migliori non viziate da aberrazioni ottiche.
DATI CASISTICA HUMANITAS da dott. Vinciguerra

Da un anno, inoltre, Humanitas è uno dei centri europei di riferimento per l'utilizzo di Epilasik, tecnica sperimentale per la cura dei difetti di refrazione. Questa metodica innovativa offre la possibilità di separare la cornea dall'epitelio, combinando i vantaggi delle tecniche più diffuse come Lasik e PRK. Rispetto alle tecniche già consolidate, Epilasik agisce prevalentemente in superficie, con ottimi risultati: un epitelio più vitale (perché si evita l'uso di farmaci o soluzioni a base alcolica per sollevare l'epitelio), interventi più sicuri, recupero funzionale più rapido e ridotti disturbi post-operatori.
DATI CASISTICA HUMANITAS da dott. Vinciguerra