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SETTEMBRE 2003


Congresso internazionale di chirurgia refrattiva dall’ 11 al 13 settembre a Milano

Il laser per la presbiopia:
la scienza fa un passo in avanti
Tecniche chirurgiche evolute e programmi più sofisticati permettono oggi di intervenire sul difetto visivo. I risultati dei primi casi italiani trattati

Novità importanti sul fronte della terapia chirurgica della presbiopia, la perdita della capacità di mettere a fuoco gli oggetti da vicino dovuta all’invecchiamento del cristallino. I primi dati sulla nuova tecnica laser sono il tema centrale di Refr@ctive.online, il congresso Internazionale di Oculistica in programma dall’11 al 13 settembre a Milano. L’appuntamento scientifico organizzato dal dott. Paolo Vinciguerra, responsabile dell’Unità Operativa di Oculistica di Humanitas, è in corso a Milano presso il Milan Mariott Hotel in via Washington 66.
L’incontro scientifico, giunto alla sua quarta edizione, è divenuto in questi anni un importante momento di confronto sulle metodiche di intervento e gli strumenti diagnostici più innovativi nell’ambito della chirurgia al laser in oculistica. Quest’anno vede la partecipazione di oltre 600 specialisti italiani e oltre 80 relatori provenienti da Stati Uniti, Spagna, Inghilterra, Germania, Francia e Arabia Saudita.

I difetti curabili con il laser
I difetti visivi che possono essere corretti grazie alla chirurgia refrattiva sono attualmente la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetriopia. Essi dipendono dalla forma dell’occhio che è l’elemento su cui interviene il laser eliminando strati microscopici della cornea. La presbiopia dipende dall’invecchiamento del cristallino. Fino ad oggi però, non era consigliabile intervenire con il laser perché la tecnologia a disposizione non permetteva di ottenere risultati di qualità e duraturi.
Nel corso del convegno il dottor Vinciguerra presenterà per la prima volta un’ampia casistica di circa 200 casi di pazienti miopi e ipermetropi operati nei più importanti centri del mondo ai quali durante l’intervento di chirurgia refrattiva è stata corretta anche la presbiopia. In Humanitas sono già stati trattati 10 pazienti con una tecnica innovativa che tiene conto delle diverse caratteristiche del paziente.
Il dott. Vinciguerra ha iniziato ad occuparsi di presbiopia nel 1991. “All’inizio – spiega Vinciguerra - la correzione della presbiopia non era stabile e l’effetto ottenuto tendeva a ridursi nel tempo. Il decisivo passo in avanti è avvenuto in questi ultimi anni grazie alla nuova generazione di laser pilotati dal computer e collegati a strumenti di analisi come l’aberrometro e il topografo corneale. In questo modo è possibile monitorare perfettamente la condizione dell'occhio prima dell’intervento. Le tecniche laser per curare la presbiopia – aggiunge Vinciguerra - sono le stesse già utilizzate per la miopia e l’ipermetropia (Lasek, Lasik). A consentirne l’utilizzo in caso di presbiopia è stato lo sviluppo di software e hardware in grado di pilotare il laser in modo da modificare la curvatura della cornea , ottenendo una capacità multifocale. In questo senso, una fase d’indagine pre-intervento molto accurata nel caso della presbiopia non è solo una condizione fondamentale per la scelta dei candidati idonei. Diventa anche necessaria per calcolare i parametri dell’intervento in rapporto alle necessità del paziente. In fase intra-opertaria, infine, l’uso del topografo corneale permette di monitorare le condizioni dell’occhio in corso d’opera”.

Indicazioni per l’intervento
L’intervento è rivolto innanzitutto al presbite che si sottopone all’intervento di chirurgia refrattiva per correggere la miopia o l’ipermetriopia: durante l’operazione viene corretta buona parte della presbiopia senza per questo ridurre l’efficacia dell’intervento sugli altri difetti visivi. I risultati indicano una buona riduzione della dipendenza dagli occhiali per vedere da vicino.
Sono a disposizione del chirurgo inoltre programmi di calcolo che, ad esempio, tengono conto dell’età, degli stili di vita e delle abitudini giornaliere del paziente: è differente infatti l’uso della vista di un orologiaio rispetto a quello di uno sportivo, di un autista o di un sarto.
In generale, la correzione della presbiopia tende a mantenersi nel tempo e il paziente mantiene una buona visione anche da lontano.

Che cos’è la presbiopia
E’ il decadimento naturale del cristallino, una sorta di lente naturale a fuoco variabile racchiusa in una capsula fibrosa che modifica la sua forma adattandosi alla distanza degli oggetti.
Il cristallino cambia forma grazie alla contrazione di alcuni muscoli cui è collegato: quando la muscolatura si rilassa, il cristallino si appiattisce permettendo la messa a fuoco di oggetti distanti. Al contrario, contraendosi, il cristallino assume una forma più arrotondata e permette la mezza a fuoco da vicino. “L’invecchiamento inizia già dalla nascita – spiega Paolo Vinciguerra – e il cristallino con gli anni diventa sempre meno elastico e tende a mantenere una forma più appiattita. Così, mentre il muscolo continua a contrarsi e rilassarsi regolarmente, la lente naturale dell’occhio fa sempre più fatica ad assecondarne gli impulsi e con il tempo diventa più difficoltoso mettere a fuoco gli oggetti vicini. Solo verso i 40-45 anni il difetto visivo diventa tale da dover ricorrere agli occhiali per leggere”.

Presbiopia e occhiali
Per ritornare a vedere bene da vicino sono necessari occhiali a lenti sferiche positive, o convergenti. Nel caso di presbiopia, il difetto visivo è tale che occorrerebbe un paio di occhiali diverso a seconda della distanza dell’oggetto da mettere a fuoco: un paio per scrivere, uno per lavorare al computer, uno per leggere e così via. Inoltre, la presbiopia si accompagna quasi sempre alla miopia, così diventano necessarie due paia di occhiali, per vedere da vicino e da lontano, oppure un paio solo con lenti multifocali che però non sono sopportate da tutti.

Altri temi del congresso

Reinterventi, oggi possibili con tecniche più sofisticate
Nel caso di pazienti operati in passato con tecniche meno perfezionate delle attuali e con risultati non soddisfacenti, oggi è possibile reintervenire verificando preventivamente e durante i risultati dell’intervento. Sono oggi a disposizione del chirurgo topografi/aberrometri corneali miniaturizzati che permettono in sede intraoperatoria di avere informazioni sulle irregolarità sotto la superficie corneale e quindi di rimuovere (ablazione) il tessuto in modo personalizzato.

Lenti accomodative per chi è stato operato di cataratta
Durante il congresso si parlerà anche di cataratta e dell’uso di lenti acriliche accomodative che mettono a fuoco sia da lontano che da vicino muovendosi come una cristallino naturale. In questo modo si elimina in una volta sola sia la miopia sia la presbiopia: un enorme vantaggio per che era abituato da tanti anni al doppio paio di occhiali.